Il Ponte intervista Andrea Biondi

Intervista di Angela De Rubeis su Il Ponte.com - 20 novembre 2017

Andrea Biondi, classe 1976, quarant’anni portati alla leggera, perché viaggiare pesante, si sa, costa di più”. Si presenta da solo Andrea Biondi, scrittore riminese che ha fatto della sua passione… il terzo libro in uscita. Responsabile marketing, per gran parte del centro Italia, di una grande multinazionale giapponese nel settore lavorazione lamiera, Biondi, con i suoi quarant’anni portati alla leggera, si è già cimentato con la recitazione, la scrittura di sceneggiature e la scrittura di romanzi, che si muovono – chi più, chi meno – in terra di Romagna. Rimini Beat, è l’ultimo libro uscito…

Andrea, ci diamo del tu. Raccontaci di Rimini Beat.
“Rimini Beat parla della mia città, dei segreti veri o immaginati che racchiude, di ciò che ricordo e di quello che invece ho inventato per rendere la mia realtà più interessante. È la storia di tre amici, le cui strade si dividono da bambini e che tornano ad incrociarsi da adulti quando qualcuno di molto pericoloso decide di intrecciare la sua storia alla loro. È ambientato nei posti che conosco meglio e in ogni personaggio c’è qualcosa che appartiene alle persone che della mia vita fanno parte. Il titolo si riferisce proprio al ritmo della città, della storia, il battito che pulsa in ogni pagina e accelera e diminuisce al variare delle emozioni. Mi piace molto quando mi accorgo che chi legge va allo stesso ritmo di chi, quella pagina, l’ha scritta.

Questo non è il tuo primo libro, cosa differenzia Rimini Beat dagli altri?
“Sì, è il terzo. Nel primo raccontavo una storia d’amore tra passato e presente, il secondo era un romanzo ucronico per appassionati del genere, questo è decisamente il più maturo. C’è molto più di me, della mia storia umana”.

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