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Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni

https://clownbianco.com/books-view/di-morte-dinsonnia-e-daltre-canzoni/Titolo: Il futuro degli altri
Collana:
Anno di pubblicazione: 2018
Genere:
Pagine: 176
ISBN: 9788894909241

Quattro omicidi nel giro di pochi giorni sconvolgono una città di provincia del Nord Italia. Quando il primo cadavere – quello di una donna – viene ritrovato in un campo, a giungere sul luogo è l’ispettore Ezio Marvelli. Investigatore di razza, Marvelli è diventato famoso in tutta Italia per essere riuscito a fermare il serial killer Giano Gozzi, detto Buio. Durante il violento scontro tra i due, Gozzi era finito nelle acque gelide del Po, da cui non era più riemerso.

Ma il fantasma di Gozzi sembra non voler abbandonare l’ispettore; i delitti su cui Marvelli si trova nuovamente a indagare hanno, infatti, un tratto in comune con quelli di allora: l’arma usata per uccidere, un machete.

Nella mente dell’ispettore si fa strada l’idea che si tratti di un imitatore, un copycat. Nel frattempo, Marvelli continua a ricevere delle musicassette con una sola canzone registrata. Uno scherzo o la chiave per arrivare all’assassino?

Riccardo Landini, rivelazione del thriller italiano, tesse una trama ricca di colpi di scena in un crescendo di emozioni e suspense che non lasciano il lettore fino al sorprendente finale.

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Riccardo Landini

Riccardo Landini

Autore

Riccardo Landini, nato in Emilia, ma d’origine ed estrazione romagnole, nel 2009 ha presentato al pubblico il suo primo romanzo, “E verrà la morte seconda”, che gli è valso l’interesse della stampa e dei lettori. A questo hanno fatto seguito, negli anni a venire, parecchi altri lavori per Mondadori, Cordero, Eclissi e diverse altre Case. Per Cento Autori ha pubblicato il romanzo “Il primo inganno”, capitolo iniziale di una trilogia cui sono seguiti “Non si ingannano i morti” e “Ingannando si impara”. Vincitore di parecchi premi letterari, ama ricordare, tra tutti, il premio Giallo Stresa 2013.

Incipit

Blue eyes,
baby’s got blue eyes,
like a deep blue see
on a blue blue day
(Elton John – Blue Eyes)

Oltre i vetri pieni di ditate della finestra si stendeva la città, risvegliatasi da poco sotto una coperta di cielo terso, un cielo ripulito dalle nuvole e dalle polveri sottili grazie al vento dei giorni precedenti. Con le mani in grembo, l’ispettore Roberto Grossi sedeva dietro la sua scrivania, guardando lo spettacolo di quel fine marzo, sentendosi stringere le viscere dal desiderio di correre fuori e dimenticarsi il lavoro, il mutuo da pagare, il tagliando dell’Audi, la giacca in lavanderia, la dieta e i mille legacci che lo incatenavano al suolo impedendogli di volare. Udendo aprire la porta dell’ufficio voltò la testa, ma senza abbandonare l’aria trasognata che gli ravvivava la faccia su cui spiccava il suo naso deciso.
«Ciao, Roberto.»
Per Grossi l’effetto di quel saluto fu quello di una secchiata d’acqua gelata, tanto che si limitò a spiccicare un «Ezio…?» all’indirizzo del collega appena entrato. Un sorriso sostituì rapidamente la sua espressione trasognata.
«Ezio!» ripeté. «Hai ripreso servizio, finalmente!»
La frase terminò nell’abbraccio fra i due uomini, dove l’espansività dell’uno compensava l’imbarazzo dell’altro. L’ispettore osservò il collega passare la mano sulla sua scrivania, libera dalle carte e dai faldoni che la occupavano sino a sei mesi prima. Stava per porgli una delle tante domande che gli affollavano la mente, quando nell’ufficio si affacciò l’agente Delfino con in mano una busta.
«Buongiorno, ispettore Marvelli, ben tornato tra noi.»
«Grazie, Luciano. Sapete, sentivo la mancanza persino dell’odore di questi uffici.»
«Faccio fatica a crederci. Comunque qui c’è un plico per lei, arrivato adesso per posta. Non le lasciano nemmeno il tempo di ambientarsi.»
L’agente appoggiò la busta gialla, una di quelle imbottite, sulla scrivania del suo superiore e, salutando di nuovo, uscì. Marvelli si avvicinò alla finestra che dava sulla strada sottostante, ingombra di vetture di servizio in attesa di scattare verso una chiamata o un turno di controllo sulle strade; quindi si sedette sulla sua vecchia poltroncina, che manifestò il proprio disappunto cigolando sinistramente.
«Allora, Ezio, racconta: come ti senti adesso che sei di nuovo a casa?»
«Mi sento pronto a ricominciare, è ovvio. Vorrei soltanto evitare d’essere oggetto di curiosità e di pacche sulle schiena per i prossimi giorni. Sarebbe bello aver già superato questa fase…» Il discorso rimase sospeso poiché nell’ufficio era entrato il commissario Cascioli con la consueta espressione ansiosa che metteva a disagio qualunque interlocutore. Pareva fosse sempre latore di pessime notizie o di iatture imminenti.
«Hanno rinvenuto un cadavere in periferia, una donna, potrebbe essere una prostituta. Andate subito sul posto a dare un’occhiata, prima che arrivi il magistrato. C’è una volante giù che vi aspetta. Sarà la solita grana del cazzo che ci fa perdere tempo e basta, però ci dobbiamo muovere immediatamente.»

Recensioni

Riccardo Landini, già ottima voce dell'hardboiled di provincia, afferra senza pietà gli stereotipi del thriller e ne fa scempio a colpi di machete, prima di ricomporli in una trama spietata dalla soluzione inattesa.
Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un giallo ben costruito, dove alcuni dettagli apparentemente innocui hanno invece un’importanza decisiva per la risoluzione della vicenda. Interessanti i versi di alcune canzoni utilizzati come intro ai diciotto capitoli del libro. Buona lettura.
Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un romanzo molto teso, com’è nello stile di Riccardo Landini, autore più vicino al genere hard boiled all’americana che al noir di casa nostra, molto bravo nell’evocare le atmosfere cupe della provincia. (...) Riccardo Landini è un avvocato e questo fa sì che i suoi libri e i numerosi racconti, alcuni di quali premiati, siano sempre molto corretti dal punto di vista procedurale. Il suo stile è fluido. Le sue storie, pur prendendo molti spunti dalla cronaca, si avvalgono di una buona capacità di inventare intrecci e sviluppi che tengono viva l’attenzione del lettore fino all’epilogo, che non è mai banale o scontato. Nel complesso, un autore molto interessante da non perdere di vista.