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Io non sono mai stato qui

Titolo: Io non sono mai stato qui
Collana:
Anno di pubblicazione: 2016
Genere:
Pagine: 318
ISBN: 9788894185485
Formato: cartaceo e digitale (epub e kindle)

Roberto Braino è un uomo maturo alla ricerca di un lavoro qualsiasi che gli permetta di sopravvivere a un passato che lo ha profondamente marchiato.
Amanda, che vive da sola con un cane, è proprietaria insieme al fratello di un’azienda agricola. È lei a offrire a Roberto un lavoro e tra i due sembra nascere qualcosa di romantico. Ma anche la donna ha un passato segreto.
La comparsa della giovanissima Samantha sconvolgerà l’equilibrio, già segnato, di Roberto,  precipitandolo in una dimensione in cui paranoia e terrore sono i muri di un labirinto da cui non riesce, o non vuole, uscire.

Il protagonista di questa storia affiderà la sua versione al suo smartphone. Un lungo, agghiacciante sguardo sul fascino della violenza e del male, fino allo sconvolgente colpo di scena finale.

Giuseppe Casa

Giuseppe Casa

Autore

Giuseppe Casa è autore di quattro romanzi, La notte è cambiata (Rizzoli), Pit Bull (Stampa Alternativa), Blues (Koi Press), Metamorph (Foschi), e di una raccolta di racconti, Veronica dal vivo (Transeuropa edizioni).

Incipit

Recensioni

Giuseppe Casa contro l’editoria e il suo mercato

Intervista di Matteo fais a giuseppe casa del 14 novembre 2017 Il suo primo libro, Veronica dal vivo, uscì oramai due decadi orsono, per la stessa Transeuropache pochi anni prima aveva lanciato Enrico Brizzi con Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Coevo al fenomeno cannibale, lui comunque respinge qualunque tipo di affinità, filiazione, o tentativo di accostamento. Piuttosto, guarda con nostalgia alle antologie di scrittori under 25 promosse a suo tempo dal compianto Pier Vittorio Tondelli. Siamo andati a intervistarlo per scoprire come abbia avuto inizio la sua carriera e conoscere i successivi sviluppi. Incontriamo Giuseppe Casa autore per Transeuropa, Baldini&Castoldi, StampaAlternativa, Il Clown Bianco, e Rizzoli. È con estrema indiscrezione che ti domando dei tuoi inizi. Estrema indiscrezione perché vorrei sapere tutto, ma proprio tutto – senza reticenze – in merito a come tu sia diventato uno scrittore. In qualche precedente intervista ho letto che iniziasti con la poesia. Come arrivasti alla prosa?  “Non so se sia diventato uno scrittore, i dubbi rimangono, perché non basta pubblicare per potersi dire scrittori. Anche Patty Pravo ha pubblicato un libro di recente. Per me, in principio c’erano i fumetti: Topolino, I fantastici Quattro. Presto passai a quelli destinati agli adulti: Zora la Vampira, il Marchese De Sade, Oltretomba,giusto per capirci. C’era molto sesso e orrore estremo. Poi lessi Emily Brontë, Cime tempestose, che mia sorella aveva fatto rilegare, dopo averlo raccolto da una pubblicazione a puntate di una vecchia rivista femminile chiamata Confidenze. Il romanzo mi colpì per le sue atmosfere gotiche. Ho un gusto particolare per il gotico e, soprattutto, per il tema del male e del mistero. Poi, negli anni, ho continuato con la lettura. Ma è vero, iniziai con la poesia. Le prime trovarono spazio su Poesia, la famosa rivista della Crocetti Edizioni. Speravo di pubblicare, fin da allora. Però mi resi conto abbastanza presto, tra la fine degli ottanta e l’inizio dei novanta, che la situazione si stava facendo ridicola. Si cercava di mettere insieme queste raccolte con due poesie per ogni autore, chiedendo poi a ciascuno di acquistare una o più copie dell’antologia. Era l’inizio degli autori a pagamento. Capii che il mio mezzo era la prosa, che c’era una verità poetica anche nella prosa. Avevo intrapreso nuove letture, come Bukowski – che mi aveva folgorato – e fu così che iniziai a scrivere dei racconti. In quel periodo incontrai il celebre poeta Dario Bellezza. Stavo in Sicilia, posto che per lui era un luogo di caccia. Lo conobbi in discoteca. Fu una guida per me. Andavamo anche al mare insieme. Non so se fosse attratto, o se mi trovasse semplicemente interessante. Certo gli piaceva parlare con me e con i ragazzini. In questo senso era simile a Pasolini, di cui peraltro era stato segretario per alcuni anni. Sta di fatto che mi invitò a casa sua, a Roma, in via dei Pettinari. Lì girava una varia umanità, specie attori e registi di quei film di serie B allora tanto in voga. Questi personaggi e tutte le altre storie che ho vissuto a casa di Bellezza sono confluite, seppur in forma romanzata, nel testo pubblicato da Rizzoli, La notte è cambiata. Potrai immaginare comunque l’emozione, per me, ragazzo di Sicilia trapiantato improvvisamente a Roma”. Continua a leggere su Barbadillo.it

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“La cagna” e “Io non sono mai stato qui” tra i libri da leggere del 2017

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI? MACCHÉ, NON SIAMO MICA MERCANTI DI MERAVIGLIE. ECCO I MIGLIORI LIBRI DEL 2017 di Matteo Fais|Pangea.news Partiamo da una banalità – che libro compro per le feste? – per lanciarci verso l’empireo del giudizio: quali sono i libri migliori dell’anno passato? Gioco facile, parziale, fazioso. Mica troppo. A dicembre è tempo di mettere in ordine una stanza incasinata. Gli alfieri del buon gusto, in effetti, ci dicono che i Più Grandi Scrittori del Tempo Presente sono, per dire, Roberto Saviano, Alessandro D’Avenia, Valeria Parrella, Francesco Sole. Noi non ci ribelliamo al mercato – che per gli editori ha sempre ragione, è il metronomo del talento, che tristezza – ma al desiderio di banalità che anima troppo spesso i lettori. Semplicemente, chiudiamo la porta dell’ovvio – per quella bastano le classifiche dei libri più venduti – e guardiamo altrove. Abbiamo chiesto a Matteo Fais, scrittore (per Robin ha pubblicato da poco L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde) e ‘agitatore culturale’ di stilarci i migliori libri di narrativa italiana dell’anno in corso e a Federico Scardanelli, storico amico, di segnalarci i poeti più interessanti dell’annata. Insomma: ecco i libri necessari del 2017. Narrativa italiana 2017: i migliori libri   Giuseppe Casa, Io non sono mai stato qui, Clown Bianco Edizioni Sono vent’anni che Giuseppe Casa non sbaglia un colpo. Ha innovato la lingua letteraria con il suo esordio, Veronica dal vivo, e ancora oggi continua a non accontentarsi, a non adagiarsi in una formula vincente da replicare fino all’esaurimento. Anche le sue storie, oltre lo stile, non conoscono una costante, come si nota in quest’ultimo testo. Un’indagine sul male in cui si alternano cupezza e ironia. Un noir nel quale nessuna caratterizzazione è ferma e sicura e i personaggi ondeggiano, imperscrutabili fino alla fine, avvicendandosi nel ruolo di carnefici e vittime. Casa sbaraglia tutto con un racconto che da lui non ci si sarebbe mai aspettati e riesce a mettere a segno il suo ennesimo capolavoro.   Alessandro Pedretta, È solo controllo, Augh Edizioni Un romanzo breve, compatto e dinamico nella sua linearità, dalla fantasia psichedelica, con illustrazioni all’interno. Una distopia sui guasti della società moderna, ma non solo. Inquietanti creature mostruose e ibride popolano il testo quali rappresentazioni delle varie forme di sudditanza. Poche domande, ma di quelle che danno le vertigini: qual è la vera natura della libertà? Possiamo essere liberi in questo mondo? E poi: in fondo, vale veramente la pena esserlo? Un libro di fantascienza psicologica, in cui la dimensione onirica incontra quella filosofica.   Massimiliano Parente, Trilogia dell’inumano, La Nave di Teseo Epico e monumentale. Un romanzo che è tre opere in una sola e condensa in sé la summa di una vita di lavoro. Uno scritto che ai più potrebbe risultare illeggibile, indigeribile, fastidioso anche solo per la mole. Si tratta, invece, di una scelta coraggiosa da parte dell’autore e della casa editrice. Il punto era rilanciare il grande romanzo, osare dichiararsi un classico in vita. I temi sono tanti e tutti cari al Parente che abbiamo imparato a conoscere nei libri e tra i mille rivoli giornalistici. Dalla società dello spettacolo, alla scienza che non è garanzia di salvezza ma presa d’atto dell’insensatezza, fino alla pornografia. Un calderone del nostro tempo, in cui anche la scrittura si sottopone a una revisione senza scampo. Un libro a cui sopravviverete per divenire più forti o che, senza remore, vi porterà nel baratro con sé.   Giuseppe Culicchia, Essere Nanni Moretti, Mondadori Molteplici influenze in questo romanzo. Una specie di Il sosia, ma rivisto in chiave grottesca. Una colossale presa per i fondelli del mondo editoriale e del provincialismo italiano. La storia è molto semplice: uno scrittore fallito, che odia Giuseppe Culicchia, scopre di assomigliare a Nanni Moretti. A quel punto, non avendo di meglio per guadagnarsi il pane, si spaccia per il noto regista. Va in giro, in lungo e in largo, vivendo di volta in volta alle spese di sindaci e altri patetici personaggi in cerca di gloria della periferia italiana. Un testo spassosissimo e, al contempo, impietosamente profondo. Culicchia è una garanzia che, di romanzo in romanzo, si rinnova.   Mattia Cuelli, La cagna, Clown Bianco Edizioni Terzo lavoro di Mattia Cuelli, per molti versi un nuovo punto di partenza. I due precedenti costituivano appena dei tentativi, preludi prima del vero ingresso in scena nel panorama editoriale. La cagna è, invece, un thriller che fa del RITMO il motore trainante dell’intera vicenda. Un ritmo martellante e senza respiro che obbliga il lettore a voltare pagina, fino alla fine, senza potersi concedere tregua. Una storia di vendetta e fame di giustizia, nella quale la legge e il giusto si sfidano di continuo nella testa della protagonista. Per combattere il male bisognerà divenire simili a esso. Affinché la giustizia trionfi, ci sarà da sporcarsi le mani e ascoltare la parte oscura che alberga in ogni essere umano, perché sarà proprio quella l’unico vero alleato sul quale fare affidamento. Un romanzo per chi vuole che la lettura lo porti allo stremo delle forze.

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“Io non sono mai stato qui” su Il Sole24Ore
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Per iniziare bene l’anno dovete leggere Giuseppe Casa

un testo fenomenale, non fosse altro per la sua superba ironia. Ironia di una struttura che è tutta da decifrare. Una storia ingombrante di violenza e orrore che farà cascare gli idioti nei rivoli della trama e diletterà i lettori più attenti che sapranno partecipare alla partita intellettuale a cui li ha chiamati l’autore… (per continuare a leggere clicca sul nome dell’autore). Matteo Fais|Pangea.news

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Fulvio Abbate: “Io non sono mai stato qui”, il romanzo di un autore straordinario
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Una prosa stilisticamente raffinata

I suoi clienti sono esseri immondi con la parvenza di normalità che indossano la maschera di tranquilli padri di famiglia, professionisti di successo, intraprendenti uomini d’affari, persone alle quali magari stringiamo la mano o che sono i nostri vicini di pianerottolo. Perversi “alieni” che non si fanno scrupoli ad acquistare la mercanzia che Roberto Braino offre loro pur di soddisfare le loro voglie che definire “malate” sarebbe un eufemismo. Una prosa stilisticamente raffinata, ma costellata di termini triviali ci accompagna per tutto il romanzo… (cliccare sul nome dell’autore per continuare la lettura). Aurelio Morandi|Contorni di Noir

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