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Rimini Beat

Titolo: Rimini Beat
Collana:
Anno di pubblicazione: 2017
Genere: ,
Pagine: 350
ISBN: 9788894909012
Formato: Cartaceo e digitale (epub e kindle)

A Rimini c’è una cava, un luogo in cui succede sempre tutto. Gianluca, Matteo e Flavio sono tre ragazzini molto diversi tra loro, vivono nello stesso palazzo e stanno sempre insieme. Un pomeriggio d’inverno si recano alla cava per giocare e Matteo ha un incidente che cambierà le loro vite. Passano gli anni e Gianluca, che nel frattempo si era trasferito in un’altra città, torna nella casa di famiglia per smaltire la fine di una storia d’amore.
Ma il suo ritorno rompe equilibri precari e sembra dare il via a una serie di omicidi.

Tra colpi di scena, battute esilaranti, risvolti romantici ed episodi drammatici Andrea Biondi si dimostra abilissimo nel maneggiare e mescolare i diversi generi.

Andrea Biondi

Andrea Biondi

Autore

Andrea Biondi è nato a Roma nel 1976, ma vive a Rimini da quando aveva un anno. Ha scritto il suo primo romanzo, Due, nel 2012. Il suo secondo lavoro, Anime nere, ha visto la luce come sceneggiatura nel 2013, dando lo spunto per la realizzazione della Web Serie Inglorious Hunterz che, fino a oggi, si è aggiudicata numerosi riconoscimenti di settore, tra cui cinque premi al Los Angeles Web Awards.

Incipit

Freddo e Lontano

L’aria, quel giorno, era stranamente calda, non aveva proprio niente del freddo pungente con cui aveva pizzicato la mia faccia per tutta la settimana. Ero appena tornato da scuola. Dio che tormento, imbacuccato da mia mamma come un pupazzo di neve triste. Con il grembiule azzurro che spuntava da sotto la giacca a vento corazzata, sembravo uno di quei bambini rassegnati che vengono portati dalle madri a festeggiare il carnevale in piazza. Che, siccome fa freddo, sopra al costume gli fanno mettere la giacca e alla fine son tutti uguali e un po’ imbarazzati perché nessuno li riconosce. 
«Ferma, principessa, sono un pirata e sono qui per rapirti!» «Ma tu non sei un pirata».
«Certo che sono un pirata» dice il bimbo giacconato agitando la spadina con le braccia rigide causa montone imbottito. «Vedi la mia spada?»
«Sì, vabbè, ma la benda dov’è? E gli stivali? La bandana?» 
Le bambine non esistono come razza, sono donne in miniatura, quindi delle piccole pignole del cazzo.
«Ah, ce l’ho in tasca, aspetta!» dà un’occhiata per vedere se sua madre lo guarda e si slaccia il giaccone depositandolo a terra, si infila i copri scarpe in finta plastica che simulano gli stivali e si allaccia all’occhio la benda con cui poi non vedrà quasi più nulla. 
«Ecco! Ora sei mia, prin…»
«La bandana».
«…eh?»
Dito smaltato che punta verso la testa imballata nella papalina.
«Ce l’ho, ma la mia mamma non vuole che mi scopra le orecchie perché dice che poi…»
«Senza bandana non sei un pirata, io con te non ci vengo».
«Sì, sì, va bene» un altro sguardo fugace verso la madre che nel frattempo sta ridendo con delle sconosciute e, con un rapido gesto, si infila la papalina in tasca e issa la bandiera da filibustiere. Manca solo il pappagallo, adesso che la sua bandana rossa a pois bianchi garrisce nel vento!
«Arrrr! Ora sei mia prigioniera, principessa! Verrai con me sulla mia nave e ti porterò dove…»
«Ma io non sono mica una principessa».
«Che… come non sei una principessa? Non è vero, hai il vestito rosa, la coroncina, certo che sei una principessa!»
«E invece no!» sorride e sfila una bacchetta postmoderna dalla tasca del cappottino puntandola dritta sul naso del pirata. «Perché io sono una fatina! Ah, ah! E adesso ti faccio un incantesimo e tu sarai mio schiavo! SZAAAAANG!»
Il pirata fatica un po’ a mettere a fuoco la bacchetta con la sua vista orba e bidimensionale, ma poi capitola e piega le spalle. Il primo attaccapanni della sua vita. Ne seguiranno molti altri.
«Oooh va beene… uff…» 
«Ora andremo sulla tua nave a bere il tè!» 
«Ma non c’è il tè sulla mia nave, io sono un pirata!»
«Sono una fata e faccio apparire quello che mi pare, quindi sulla nave c’è il tè». 
Il brutto è che non fa una piega.

Recensioni

Il libro di Biondi sorprende per la capacità di maneggiare la materia e gli archetipi di genere. Consigliato a chi ama Biondillo o Manzini, con le dovute proporzioni. Troverà alcuni elementi in comune. E’ un libro piacevole, diverte e appassiona alternando i toni nella giusta misura.