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Rimini Graffiti

Titolo: Rimini Graffiti (Il valzer dei cani)
Collana:
Anno di pubblicazione: 2018
Genere: ,
Pagine: 238
ISBN: 9788894909173
Formato: Cartaceo e digitale (epub e kindle)

“Un telefono che squilla di prima mattina non porta bene”. È questo il pensiero che attraversa la mente di Leonard Beck quando si appresta a rispondere alla telefonata con cui la ex moglie Roberta lo avvisa del ritrovamento del cadavere di Antonio Pesaresi, uno sbandato e alcolizzato che negli anni di gioventù era stato il suo migliore amico. Per Leonard, che ora ha sessantatré anni e vive a Milano, inizia un lungo viaggio a ritroso nel tempo, che lo porta a ripercorrere le tappe della sua adolescenza, a partire dalla traumatica separazione dei genitori, che lo costrinse a trasferirsi dalla California alla Rimini del boom turistico degli anni Sessanta. I ricordi di una città che non c’è più si intrecciano a quelli dei primi amori, delle amicizie, delle passioni, della musica. Ma anche a quelli della paura e del dolore. E della morte. Perché a Rimini c’è una storia d’orrore non raccontata. E ora i cani stanno per tornare…

Nicola Arcangeli tesse una trama che, tra passato e presente, evoca le più belle atmosfere dello Stephen Kingdi It Stand by Me.

Nicola Arcangeli

Nicola Arcangeli

Autore

Nicola Arcangeli è nato e vive a Bologna. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, scritto in collaborazione con Emanuela Tumiatti, Lo specchio delle sue brame (Giraldi Editore). L’autore vanta anche una partecipazione all’antologia 99 rimostranze a Dio (Ottolibri, 2013) con il racconto Call Center e all’audiolibro MPTales vol. 1 (Ottolibri, 2014) con il racconto Alfio. Sempre nel 2014 è uscito il suo secondo romanzo Dove oggi è già domani seguito nel 2016 dal sequel Solo il vento lo ascoltava, editi entrambi da Giraldi Editore a cui si aggiungono partecipazioni a varie antologie.

Incipit

Sale superiori del Kursaal, martedì 12 febbraio 1929.

“È questo l’amore…?”

Se l’era chiesto più volte, perché lei, Giorgina, non l’aveva mai provato.

“È questo l’amore…?”

Continuava a chiederselo, quasi incredula nel buio del salone, perché lei era una ragazza un po’ speciale, come amavano dirle mamma e papà, e in quegli attimi, in cuor suo, aveva cominciato a credere che non l’avrebbe mai scoperto cosa fosse l’amore.

“È questo l’amore…?”

Se lo ripeteva fino all’ossessione, perché faceva male, un male da morire. La neve di fuori e un cielo rosa, nonostante la notte, rendevano tutto ancora più doloroso. Da quanto nevicava? Due giorni? E per quanto l’avrebbe fatto? Erano state giornate difficili che sarebbero poi passate alla storia come le giornate del “nevone”, quelle che fecero finire mezza Italia sotto oltre un metro di neve. I vetri delle finestre di quella sala fredda e buia erano aggrediti dal gelo, i cristalli di ghiaccio vi disegnavano sopra sinistre ragnatele. L’alito usciva dalla bocca di Giorgina sotto forma di condensa. Lei non era come le altre. Era la prima volta che partecipava a quelle feste. Quelle dei grandi, insomma. Aveva dovuto aspettare che suo fratello compisse i diciotto anni e potesse accompagnarla. Era Carnevale, tutti si travestivano o si mascheravano da principi, principesse e marajà. Certo, c’erano anche le maschere veneziane, le tradizionali bautte, ma non mancavano quelle buffe e nemmeno quelle un po’ paurose. Quanto era bello leggere di quelle feste negli articoli di giornale, figuriamoci viverle per davvero! Non sarebbe di certo stata la nevicata del secolo a farla desistere, così aveva convinto i genitori, e soprattutto il fratello Alfredo, ad accompagnarla nonostante il mezzo metro di neve e le strade impraticabili. Nessuna automobile, nessuna carrozza, solo le loro gambe a condurli attraverso una Rimini paralizzata dal ghiaccio.

“È questo l’amore…?”

Dal salone delle feste giungeva un valzer strascicato, segno che la serata stava volgendo al termine. Erano le danze dei suoi genitori, non certo gli scatenati foxtrot e charleston che aveva ballato qualche ora prima. Lo si poteva sentire dalla monotonia con cui l’orchestra suonava: ancora poco e tutto sarebbe finito. Beh, non tutto a dire il vero.

“È questo l’amore…?”

Giorgina, vestita da principessa, si trascinava sul pavimento del silenzioso androne, ferita, col suo bell’abito azzurro inzuppato di sangue e di chissà cos’altro. Si sentiva morire. Morire dentro, senza una spiegazione, senza un’idea precisa. Sapeva solo che era sbagliato, doveva esserlo, non poteva essere altrimenti. Mamma e papà che si abbracciavano era amore, non quello.

Quando qualche ora prima quel ragazzo mascherato da levriero l’aveva invitata a ballare, lei si era sentita la ragazza più felice del mondo, perché in quel momento magico era diventata come tutti gli altri: una persona normale. Aveva ballato, bevuto, e ancora ballato, finché le scarpe non avevano preso a farle male. Allora lui l’aveva invitata a sedersi e le aveva massaggiato i piedi. Sembrava simpatico, le aveva detto tante belle cose. Poi si era sollevato parzialmente la maschera e l’aveva baciata sulle labbra, e lei non si era opposta nonostante il lezzo alitato dalle sue parole. Gli si era abbandonata in tutta la sua voglia di diventare grande.

Recensioni

Rimini, un intreccio di amicizie e delitti che si protrae per oltre cent’anni. (...) Nicola ha talento nello scrivere, sa come costruire un crescendo di tensione che fa venire voglia di divorare il resto del romanzo, e ha un modo tutto suo di terminare le sue storie…
I cani stanno per tornare, e… Avete presente quando si dice un giallo coi fiocchi? Ecco, è questo il caso.
"Rimini Graffiti può apparire come un omaggio a Stephen King e lo è, non lo nego, ma la sua origine sta nei ricordi d'infanzia che mi legano a Rimini..."
Lo stile di scrittura di Nicola Arcangeli è appassionante e davvero molto accurato, si percepisce il grande lavoro di ricostruzione del passato e la passione per farlo nel migliore dei modi.
.. c’è un libro che mi ha portata nella Rimini felliniana, ispirandomi a parlarne. Si tratta di “Rimini Graffiti”, di Nicola Arcangeli...

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