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Recensioni&Interviste

“Non era neanche il mio tipo”, commento critico di Luigi Viola

«Non era neanche il mio tipo» è il bel romanzo che Carlo Longo ha voluto regalarci come prova d’esordio, conseguente alla sua lunga, inesausta e vitale passione per la letteratura, la quale trova ora nuovo ardore in una scrittura inedita, irruenta e tormentata.

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Tutta colpa di Jack: “Ironia lucida e dissacrante”

Chi non ha collezionato nella propria esistenza qualche disastrosa storia d’amore? Azzardo un “chiunque”. E se siete parte di quello sparuto manipolo di fortunatissimi che in amore non hanno mai sbagliato un colpo allora, ok, di questo romanzo vi perderete la forte componente di partecipazione emotiva per apprezzarne appieno le pagine.  Tornando a noi, quanti sarebbero disposti però a parlarne a cuore aperto? No, dai, davvero pochissimi. Perché sono tanti gli iceberg contro i quali ci siamo schiantati tutti, un po’ come il Titanic, in quella fredda notte di inizio secolo, ma confessarlo è per pochi coraggiosi.  E questa si dimostra Alice M., contemporanea trentenne, che ripercorre con lucidità e dissacrante ironia le tappe fondamentali della propria vita sentimental-sessuale a partire dalla visione a dodici anni  del blockbuster “Titanic”. […] LEGGI TUTTA LA RECENSIONE SU CRUNCHED

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Fragili omicidi per un commissario: “Speriamo sia il primo di una serie”

[…] si spera possa essere solo la prima stagione di una serie dove trovare e ritrovare ancora due figure (letterarie certo) che pur radicate nel tessuto del genere poliziesco apportano nuova linfa, accendono nuove fantasie, nutrono nuove passioni. Senza scomodare paragoni oziosi, Fragili omicidi per un commissario di Nevio Galeati entra in punta di piedi in un panorama mai saturo e lo fa con una personalità che è proprio quella che esclude confronti con precedenti illustri: se, come ormai sembra palese, l’originalità è morta (o comunque agonizza, non solo in letteratura), non resta che lavorare sulla personalità, sull’identità, su tutto quanto ci si presenta come esperienza unica e irripetibile perché tagliata secondo una prospettiva differente. Da qui il mio consiglio di approfittare di questa raccolta per trovare non solo una lettura che con il suo ritmo lento e malinconico potrà accompagnare questa transizione da una stagione all’altra che è sempre e inevitabilmente marcata da un certo qual senso di inquietudine e nostalgia (come le foglie morte della bellissima copertina di ©Mario Tomaso Bolis), ma anche una rinnovata cifra stilistica e affabulatoria di un genere che non si esaurisce mai e trova sempre forme, storie e discorsi, in grado di rinnovarsi nel tempo. LEGGI TUTTA LA RECENSIONE SU BLOG 4.0

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“Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un giallo ben costruito”

Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un giallo ben costruito, dove alcuni dettagli apparentemente innocui hanno invece un’importanza decisiva per la risoluzione della vicenda. Interessanti i versi di alcune canzoni utilizzati come intro ai diciotto capitoli del libro. Buona lettura. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autrice. Federica Belleri | Liberi di scrivere

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“Luce è giustizia e riscatto”

Luce è giustizia e riscatto, parole da tenere in una prova di scrittura trascinante, avvincente, segnata da pagine in cui davvero si scova la Luce nelle macerie di anime che oltre lo spazio e il tempo un po’ si assomigliano sempre. Clicca sul nome dell’autrice per leggere la recensione. Stefania Castella | MeLoLeggo

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“Leggendo, pare quasi di sentire la colonna sonora di The long goodbye”

Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni è un romanzo molto teso, com’è nello stile di Riccardo Landini, autore più vicino al genere hard boiled all’americana che al noir di casa nostra, molto bravo nell’evocare le atmosfere cupe della provincia. (…) Riccardo Landini è un avvocato e questo fa sì che i suoi libri e i numerosi racconti, alcuni di quali premiati, siano sempre molto corretti dal punto di vista procedurale. Il suo stile è fluido. Le sue storie, pur prendendo molti spunti dalla cronaca, si avvalgono di una buona capacità di inventare intrecci e sviluppi che tengono viva l’attenzione del lettore fino all’epilogo, che non è mai banale o scontato. Nel complesso, un autore molto interessante da non perdere di vista. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autrice. Adele Marini | MilanoNera

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Un romanzo che parla di cose importanti

Un romanzo sulle capriole dell’amore, che non prescinde mai da chi siamo, da come viviamo, da quali sono i nostri valori e i nostri sogni. Un romanzo che parla di cose importanti, scritto con una semplicità che si vede che è il frutto di un grande lavoro. La vita sessuale delle sirene si legge in poco tempo, perché è diretto, immediato, fresco e però ha quella grande capacità dei libri fatti bene: l’immedesimazione. Leo e Ilaria potremmo essere noi, in bilico tra un “per sempre” e un bagno nudi in piscina che rovina tutto. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autrice. Angela Del Prete | Righevaghe

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“Luce” racconta il coraggio di chi vuole cambiare le cose

Lo stile dei due autori è asciutto e preciso, con frasi corte e senza troppo fronzoli, come una storia del genere richiede. Si nota la capacità di creare strutture perfette e anche la loro ineccepibile preparazione storica. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autore. Luigi Maiello | Intertwine.it

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“Magnifico e travolgente”

Ezio Marvelli è un investigatore formidabile, un ispettore bravissimo che è riuscito a fermare Buio, al secolo Giano Gozzi, un serial killer armato di machete che imperversava nel Nord Italia e che durante lo scontro decisivo con Marvelli è scomparso nelle infide e freddissime acque del fiume Po: ma a quanto pare questo che letteralmente sembra essere un vero e proprio spettro del passato non ha la benché minima intenzione di abbandonare Marvelli. Clicca sul nome dell’autore per leggere la recensione. Gabriele Ottaviani | Convenzionali

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Uno dei migliori “on the road” degli ultimi dieci anni

“L’ultima generazione” è un viaggio che si snoda in diverse città d’Europa e si conclude con delle riflessioni intimiste sulla crescita dell’uomo. La leggerezza del libro, condita dalla velocità, la curiosità e la goduria nel leggerlo, sbatte contro la realtà che Zeno ci mette davanti agli occhi e ai pensieri del suo protagonista, che di Schopenauriana memoria sembra così intelligente a tal punto da soffrirne. (…) “L’ultima generazione”, insomma, è un gioiellino che si incastona in un 2018 poco incline alle novità. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autore. Martino Del Volo | Tablet Roma

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“Muschi Alti è un grande romanzo sulla contemporaneità”

Capobianco costruisce il romanzo su un intrigante editing preso in prestito al montaggio alternato di Kubrick in Rapina a mano armata, o in Pulp Fiction di Tarantino. Le strade dei personaggi si incrociano inconsapevolmente senza mai toccarsi davvero, dando al lettore la sensazione di abitare un universo angusto e chiuso, in cui il destino è sfiorarsi senza incontrarsi mai. La scrittura rapida e grottesca “taglia” a fondo il cuore ferito dell’uomo, la sua lamentosa prigione immaginaria, la cui sola sostanza è una solitudine di cui nessuno può avere le chiavi. Cliccare sul nome dell’autore per leggere tutta la recensione. Vincenzo Carboni | Grado Zero

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“Nicola ha talento nello scrivere”

Rimini, un intreccio di amicizie e delitti che si protrae per oltre cent’anni. (…) Nicola ha talento nello scrivere, sa come costruire un crescendo di tensione che fa venire voglia di divorare il resto del romanzo, e ha un modo tutto suo di terminare le sue storie… Cliccare sul nome dell’autrice per leggere tutta la recensione. Giulia Mastrantoni | Sugarpulp

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“Ogni azione ha un peso, anche se fatta con leggerezza”

Un’opera che vede l’autore soffermarsi soprattutto sull’aspetto psicologico che porta i due protagonisti a intraprendere la strada del matrimonio. “Leo è più maturo, ma succube, Ilaria è attratta dalle apparenze, e una volta sposata si sente come svuotata. Le loro vite cambieranno, Leo vedrà Ilaria come una sirena crudele che si è mangiata la sua esistenza. Ilaria, anche attraverso l’esperienza al Pink Velvet, locale di spogliarelliste, capirà molte cose di se stessa. Ma anche Leo imparerà qualcosa, ovvero che le azioni hanno un peso, anche se fatte con tutta la leggerezza del mondo. Leggi tutta la recensione cliccando sul nome dell’autrice. Giada Rapa | SullaScia.net

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“Un’opera di grande spessore”

L’autore presenta al lettore un’opera di grande spessore, dove l’ambientazione storica è ottimamente ricostruita, sicuramente con un lavoro accurato sulle fonti. I personaggi si muovono ognuno nella sua epoca, colti ognuno nella propria esistenza e nei propri disagi, invischiati loro malgrado in una storia che, pur avendo sommerso già molti innocenti, li vedrà uscirne  a testa alta.I figli dell’oblio è una lettura obbligata, sopratutto per chi apprezza la storia contemporanea e non disdegni di avventurarsi anche in periodi più controversi, come quelli delle dittature. Epoche difficili da trattare, se non con  destrezza. Per leggere tutta la recensione clicca sul nome dell’autrice. Silvia Causale | Storie di Storia

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“Una storia che fa riflettere”

La storia di Luce è una storia di crescita, di maturazione e soprattutto di affermazione. Gli autori descrivono con precisione quel momento in cui i bisogni di un’altra persona diventano più importanti dei nostri e vorremmo solo dirgli: «Ci sono io con te, non sei solo». Clicca sul nome dell’autrice per leggere la recensione: Vittoria Gravina | Sul Romanzo

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“Assolutamente da leggere”

Un’opera nient’affatto scontata, presentata con serietà, con una trama difficile svolta in modo chiaro. Immediata è la comprensione e l’immersione nella storia.“Luce” si rivela romanzo radicato nella sfera sociale ed individuale delle persone, consigliato a tutti coloro che amano addentrarsi nei misteri della vita vera, con i suoi pro e contro. Clicca sul nome dell’autrice per leggere la recensione: Tatiana Vanini | Libri e Recensioni

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“Intenso, formidabile”

Un ottimo romanzo che si legge con passione, una storia avvincente e intrigante di riscatto sociale con una protagonista che persiste nella memoria e la cui immagine vellica la potenza delle emozioni. Clicca sul nome dell’autore per leggere tutta la recensione: Gabriele Ottaviani / Convenzionali

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Agile e ironico: consigliatissimo.

Stile fresco con un ritmo narrativo scorrevole, agile e divertente/ironico, storia con finale a sorpresa (niente spoiler!). Analisi finale: Muschi Alti è un romanzo sul mondo contemporaneo e su come ciascuno di noi abbia una considerazione delle cose o, a volte, delle persone come un oggetto a proprio uso e consumo, senza alcuna considerazione per “l’altro”. Leggi su: Passione Libro

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