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Recensioni&Interviste

“Tre libri sopra il cielo” recensisce “Diablo”

Paolo Capponi tesse una trama nerissima e sensuale, che va a scandagliare paure e desideri inconfessabili. […] La cover scelta inoltre è assolutamente perfetta, minimale ma molto d’effetto, che assume un significato dopo la lettura di questo libro che mi ha colpito e coinvolto. Consigliato. Continua a leggere su Tre libri sopra il cielo

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Federica Belleri recensisce “Il futuro degli altri”

Questo giallo, scritto da Paolo Brera, è ambientato a Milano. […] Il caso viaggia attraverso il mondo dell’immigrazione e le case di ringhiera, il giornalismo e la cassa integrazione, i divorzi difficili e le differenze di razza e cultura. Interessante il confronto fra realtà vera e realtà di finzione.Una lettura scorrevole e ironica, piacevole e ben strutturata la scrittura.Consigliato. Continua a leggere su Liberi di Scrivere

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‘Il futuro degli altri’, la recensione di Giulia Mastrantoni su Sugarpulp

Se le cose strane vi intrigano, allora è probabile che il romanzo di Paolo Brera, Il futuro degli altri, faccia per voi. Si tratta di una storia particolare, nella quale è lo scrittore stesso a fare da protagonista: infatti, il personaggio principale de Il futuro degli altri è uno scrittore che risponde al nome di Paolo Brera. Continua a leggere su Sugarpulp…

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Le “Sirene” tra i 9 libri da leggere per l’estate

È una delle letture fatte di recente che più mi ha sorpresa, anzi spiazzata. Continuavo a leggere, non volevo che finisse e quando è finito ho avuto il blocco del lettore per 24h, tanto mi ero affezionata ai personaggi e alla storia. (Clicca sul nome dell’autore per leggere tutto l’articolo) 4.0 Blog

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Non tutti i tradimenti vengono per nuocere

Accasarsi quando non si ha l’età: quante possibilità, quanti sogni può precluderci? Si rischia di lasciarsi sfuggire le tappe, i colpi di testa, gli sbagli della gioventù, le discoteche e la leggerezza del sesso occasionale. (Leggi tutta la recensione cliccando sul nome dell’autore) Mr. Ink/Diario di una dipendenza

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Sul Romanzo intervista Andrea Malabaila

il lato segreto dell’amore di coppia Leo e Ilaria, sono i protagonisti di La vita sessuale delle sirene edito da Clown Bianco edizioni. I due sono una coppia torinese e borghese apparentemente perfetta, pronta al matrimonio. Solo che nel momento più bello della propria vita Leo trova Ilaria nuda, in piscina, avvinghiata al cognato. Lui resta senza parole e non solo lascia Ilaria, ma non rivolgerà più la parola al fratello. Leo però non si abbatte e compie quel viaggio in America, quello che avrebbe dovuto fare con la consorte, da solo, andando alla ricerca di sé e del suo posto nel mondo. Ilaria, psicologa, bella e perfetta avrà un post matrimonio più doloroso e traumatico. Malabalia crea un romanzo di formazione con due vite in pellegrinaggio alla ricerca del proprio equilibrio esistenziale e, perché no, anche del vero amore.   Leo e Ilaria si sposano dopo cinque anni di fidanzamento, poi cosa scatta in lei tanto da decidere di provarci con il cognato? Ilaria ha passato mesi immersa nei preparativi del suo matrimonio e ora che la giornata volge al termine insieme agli ultimi festeggiamenti è come se si sentisse svuotata. Si è concentrata talmente sulla cerimonia da non rendersi conto che quella non è né il fine né la fine, ma l’inizio di una nuova vita. Più che provarci col cognato, si lascia guidare da lui e per una volta accetta passivamente quello che la vita le sta proponendo, in cerca di un brivido e di quelle emozioni che crede di aver consegnato al passato. Leggi tutta l’intervista di Viviana Filippini su Sul Romanzo

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Giuseppe Casa contro l’editoria e il suo mercato

Intervista di Matteo fais a giuseppe casa del 14 novembre 2017 Il suo primo libro, Veronica dal vivo, uscì oramai due decadi orsono, per la stessa Transeuropache pochi anni prima aveva lanciato Enrico Brizzi con Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Coevo al fenomeno cannibale, lui comunque respinge qualunque tipo di affinità, filiazione, o tentativo di accostamento. Piuttosto, guarda con nostalgia alle antologie di scrittori under 25 promosse a suo tempo dal compianto Pier Vittorio Tondelli. Siamo andati a intervistarlo per scoprire come abbia avuto inizio la sua carriera e conoscere i successivi sviluppi. Incontriamo Giuseppe Casa autore per Transeuropa, Baldini&Castoldi, StampaAlternativa, Il Clown Bianco, e Rizzoli. È con estrema indiscrezione che ti domando dei tuoi inizi. Estrema indiscrezione perché vorrei sapere tutto, ma proprio tutto – senza reticenze – in merito a come tu sia diventato uno scrittore. In qualche precedente intervista ho letto che iniziasti con la poesia. Come arrivasti alla prosa?  “Non so se sia diventato uno scrittore, i dubbi rimangono, perché non basta pubblicare per potersi dire scrittori. Anche Patty Pravo ha pubblicato un libro di recente. Per me, in principio c’erano i fumetti: Topolino, I fantastici Quattro. Presto passai a quelli destinati agli adulti: Zora la Vampira, il Marchese De Sade, Oltretomba,giusto per capirci. C’era molto sesso e orrore estremo. Poi lessi Emily Brontë, Cime tempestose, che mia sorella aveva fatto rilegare, dopo averlo raccolto da una pubblicazione a puntate di una vecchia rivista femminile chiamata Confidenze. Il romanzo mi colpì per le sue atmosfere gotiche. Ho un gusto particolare per il gotico e, soprattutto, per il tema del male e del mistero. Poi, negli anni, ho continuato con la lettura. Ma è vero, iniziai con la poesia. Le prime trovarono spazio su Poesia, la famosa rivista della Crocetti Edizioni. Speravo di pubblicare, fin da allora. Però mi resi conto abbastanza presto, tra la fine degli ottanta e l’inizio dei novanta, che la situazione si stava facendo ridicola. Si cercava di mettere insieme queste raccolte con due poesie per ogni autore, chiedendo poi a ciascuno di acquistare una o più copie dell’antologia. Era l’inizio degli autori a pagamento. Capii che il mio mezzo era la prosa, che c’era una verità poetica anche nella prosa. Avevo intrapreso nuove letture, come Bukowski – che mi aveva folgorato – e fu così che iniziai a scrivere dei racconti. In quel periodo incontrai il celebre poeta Dario Bellezza. Stavo in Sicilia, posto che per lui era un luogo di caccia. Lo conobbi in discoteca. Fu una guida per me. Andavamo anche al mare insieme. Non so se fosse attratto, o se mi trovasse semplicemente interessante. Certo gli piaceva parlare con me e con i ragazzini. In questo senso era simile a Pasolini, di cui peraltro era stato segretario per alcuni anni. Sta di fatto che mi invitò a casa sua, a Roma, in via dei Pettinari. Lì girava una varia umanità, specie attori e registi di quei film di serie B allora tanto in voga. Questi personaggi e tutte le altre storie che ho vissuto a casa di Bellezza sono confluite, seppur in forma romanzata, nel testo pubblicato da Rizzoli, La notte è cambiata. Potrai immaginare comunque l’emozione, per me, ragazzo di Sicilia trapiantato improvvisamente a Roma”. Continua a leggere su Barbadillo.it

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“La cagna” e “Io non sono mai stato qui” tra i libri da leggere del 2017

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI? MACCHÉ, NON SIAMO MICA MERCANTI DI MERAVIGLIE. ECCO I MIGLIORI LIBRI DEL 2017 di Matteo Fais|Pangea.news Partiamo da una banalità – che libro compro per le feste? – per lanciarci verso l’empireo del giudizio: quali sono i libri migliori dell’anno passato? Gioco facile, parziale, fazioso. Mica troppo. A dicembre è tempo di mettere in ordine una stanza incasinata. Gli alfieri del buon gusto, in effetti, ci dicono che i Più Grandi Scrittori del Tempo Presente sono, per dire, Roberto Saviano, Alessandro D’Avenia, Valeria Parrella, Francesco Sole. Noi non ci ribelliamo al mercato – che per gli editori ha sempre ragione, è il metronomo del talento, che tristezza – ma al desiderio di banalità che anima troppo spesso i lettori. Semplicemente, chiudiamo la porta dell’ovvio – per quella bastano le classifiche dei libri più venduti – e guardiamo altrove. Abbiamo chiesto a Matteo Fais, scrittore (per Robin ha pubblicato da poco L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde) e ‘agitatore culturale’ di stilarci i migliori libri di narrativa italiana dell’anno in corso e a Federico Scardanelli, storico amico, di segnalarci i poeti più interessanti dell’annata. Insomma: ecco i libri necessari del 2017. Narrativa italiana 2017: i migliori libri   Giuseppe Casa, Io non sono mai stato qui, Clown Bianco Edizioni Sono vent’anni che Giuseppe Casa non sbaglia un colpo. Ha innovato la lingua letteraria con il suo esordio, Veronica dal vivo, e ancora oggi continua a non accontentarsi, a non adagiarsi in una formula vincente da replicare fino all’esaurimento. Anche le sue storie, oltre lo stile, non conoscono una costante, come si nota in quest’ultimo testo. Un’indagine sul male in cui si alternano cupezza e ironia. Un noir nel quale nessuna caratterizzazione è ferma e sicura e i personaggi ondeggiano, imperscrutabili fino alla fine, avvicendandosi nel ruolo di carnefici e vittime. Casa sbaraglia tutto con un racconto che da lui non ci si sarebbe mai aspettati e riesce a mettere a segno il suo ennesimo capolavoro.   Alessandro Pedretta, È solo controllo, Augh Edizioni Un romanzo breve, compatto e dinamico nella sua linearità, dalla fantasia psichedelica, con illustrazioni all’interno. Una distopia sui guasti della società moderna, ma non solo. Inquietanti creature mostruose e ibride popolano il testo quali rappresentazioni delle varie forme di sudditanza. Poche domande, ma di quelle che danno le vertigini: qual è la vera natura della libertà? Possiamo essere liberi in questo mondo? E poi: in fondo, vale veramente la pena esserlo? Un libro di fantascienza psicologica, in cui la dimensione onirica incontra quella filosofica.   Massimiliano Parente, Trilogia dell’inumano, La Nave di Teseo Epico e monumentale. Un romanzo che è tre opere in una sola e condensa in sé la summa di una vita di lavoro. Uno scritto che ai più potrebbe risultare illeggibile, indigeribile, fastidioso anche solo per la mole. Si tratta, invece, di una scelta coraggiosa da parte dell’autore e della casa editrice. Il punto era rilanciare il grande romanzo, osare dichiararsi un classico in vita. I temi sono tanti e tutti cari al Parente che abbiamo imparato a conoscere nei libri e tra i mille rivoli giornalistici. Dalla società dello spettacolo, alla scienza che non è garanzia di salvezza ma presa d’atto dell’insensatezza, fino alla pornografia. Un calderone del nostro tempo, in cui anche la scrittura si sottopone a una revisione senza scampo. Un libro a cui sopravviverete per divenire più forti o che, senza remore, vi porterà nel baratro con sé.   Giuseppe Culicchia, Essere Nanni Moretti, Mondadori Molteplici influenze in questo romanzo. Una specie di Il sosia, ma rivisto in chiave grottesca. Una colossale presa per i fondelli del mondo editoriale e del provincialismo italiano. La storia è molto semplice: uno scrittore fallito, che odia Giuseppe Culicchia, scopre di assomigliare a Nanni Moretti. A quel punto, non avendo di meglio per guadagnarsi il pane, si spaccia per il noto regista. Va in giro, in lungo e in largo, vivendo di volta in volta alle spese di sindaci e altri patetici personaggi in cerca di gloria della periferia italiana. Un testo spassosissimo e, al contempo, impietosamente profondo. Culicchia è una garanzia che, di romanzo in romanzo, si rinnova.   Mattia Cuelli, La cagna, Clown Bianco Edizioni Terzo lavoro di Mattia Cuelli, per molti versi un nuovo punto di partenza. I due precedenti costituivano appena dei tentativi, preludi prima del vero ingresso in scena nel panorama editoriale. La cagna è, invece, un thriller che fa del RITMO il motore trainante dell’intera vicenda. Un ritmo martellante e senza respiro che obbliga il lettore a voltare pagina, fino alla fine, senza potersi concedere tregua. Una storia di vendetta e fame di giustizia, nella quale la legge e il giusto si sfidano di continuo nella testa della protagonista. Per combattere il male bisognerà divenire simili a esso. Affinché la giustizia trionfi, ci sarà da sporcarsi le mani e ascoltare la parte oscura che alberga in ogni essere umano, perché sarà proprio quella l’unico vero alleato sul quale fare affidamento. Un romanzo per chi vuole che la lettura lo porti allo stremo delle forze.

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Chiamami Città intervista Andrea Biondi

Intervista di Nicola Luccarelli su Chiamami Città – 29 settembre 2017 Quello che si può immaginare, si può fare. No, non è la frase usata in qualche spot pubblicitario e nemmeno quella che si può trovare nei cioccolatini, ma è semplicemente un dato di fatto. Se tu vuoi veramente qualcosa, puoi farla tua. E’ questo vale sia nell’amore che nel lavoro. Andrea Biondi ha sempre voluto fare lo scrittore e, una volta cresciuto, è riuscito, finalmente, a vestire questi panni. Nato a Roma nel 1976, la sua famiglia si è trasferita a Rimini quando lui aveva solo un anno, e così Andrea si è sempre sentito riminese sia dentro che fuori. Il suo ultimo romanzo, a cui lui è molto affezionato, è un thriller e si chiama “Rimini Beat”. Biondi, da quanto è stato contagiato dal ‘virus’ della scrittura? «Scrivo racconti dai tempi della scuola, da quando ho scoperto la passione di vivere altre vite oltre la mia. Il coraggio di scrivere il primo romanzo invece è arrivato molto dopo, forse per necessità di vedere nero su bianco parti di me che non capivo fino in fondo». Continua a leggere…

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Il Ponte intervista Andrea Biondi

Intervista di Angela De Rubeis su Il Ponte.com – 20 novembre 2017 Andrea Biondi, classe 1976, quarant’anni portati alla leggera, perché viaggiare pesante, si sa, costa di più”. Si presenta da solo Andrea Biondi, scrittore riminese che ha fatto della sua passione… il terzo libro in uscita. Responsabile marketing, per gran parte del centro Italia, di una grande multinazionale giapponese nel settore lavorazione lamiera, Biondi, con i suoi quarant’anni portati alla leggera, si è già cimentato con la recitazione, la scrittura di sceneggiature e la scrittura di romanzi, che si muovono – chi più, chi meno – in terra di Romagna. Rimini Beat, è l’ultimo libro uscito… Andrea, ci diamo del tu. Raccontaci di Rimini Beat. “Rimini Beat parla della mia città, dei segreti veri o immaginati che racchiude, di ciò che ricordo e di quello che invece ho inventato per rendere la mia realtà più interessante. È la storia di tre amici, le cui strade si dividono da bambini e che tornano ad incrociarsi da adulti quando qualcuno di molto pericoloso decide di intrecciare la sua storia alla loro. È ambientato nei posti che conosco meglio e in ogni personaggio c’è qualcosa che appartiene alle persone che della mia vita fanno parte. Il titolo si riferisce proprio al ritmo della città, della storia, il battito che pulsa in ogni pagina e accelera e diminuisce al variare delle emozioni. Mi piace molto quando mi accorgo che chi legge va allo stesso ritmo di chi, quella pagina, l’ha scritta. Questo non è il tuo primo libro, cosa differenzia Rimini Beat dagli altri? “Sì, è il terzo. Nel primo raccontavo una storia d’amore tra passato e presente, il secondo era un romanzo ucronico per appassionati del genere, questo è decisamente il più maturo. C’è molto più di me, della mia storia umana”. Continua a leggere…

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Un grande sbaglio per crescere

Ma il Per sempre di Leonardo sarà ancora recuperabile? Paola Rambaldi/Libro Guerriero “Quando Leo torna al lavoro, i colleghi dell’agenzia pubblicitaria Chèvre Au Lait sono divisi tra quelli che sanno, quelli che sanno e fanno finta di non sapere e quelli che non sanno perché se ne fregano bellamente della sua vita. Continua a leggere su Libro Guerriero…

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“Un libro che lascia il segno”

Lo stile è efficace e trascina il lettore, lo coinvolge, lo incalza. Sara Minervini/4.0Blog È cresciuto tanto l’Andrea Malabaila autore de La vita sessuale delle sirene (Clown Bianco Editori) dai tempi de La parte sbagliata del Paradiso (Fernandel Editore). È cresciuta la consapevolezza dei meccanismi narrativi, la padronanza dei mezzi espressivi, sono cresciuti il piglio e la sicurezza con cui affronta una storia fatta di verità semplici – e per questo le più complicate da affrontare e da raccontare –ammantandole di una consistenza alla quale è difficile sfuggire. Contrariamente alla fissazione che perseguita Leo, il protagonista maschile del romanzo, secondo cui da: «da zero a uno cambia tutto, da uno a due o a cento o a mille molto meno», Andrea Malabaila scrittore passando da due a tre o a quattro, in ogni caso proseguendo e perseguendo sulla strada della scrittura, è cambiato molto. Continua a leggere su 4.0Blog…

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Divertente, dissacrante e coinvolgente

Un romanzo di formazione contemporaneo, diretto e senza nevrosi psicologiche. Isabella D’Amore/Pink Magazine Italia In questa storia quello che conta non è l’evento centrale, il focus dell’intreccio, ma il percorso di consapevolezza che questo causerà nei protagonisti. La vita sa sorprenderci proprio nel momento in cui pensiamo in realtà di averla definita, instradata, determinata…o forse no? Perché in fondo, come ci insegna Leo, spesso abbiamo come un rumore di fondo che ci vuol far capire che le cose non sono come sembrano, ma facciamo fatica a sentirlo, forse semplicemente non vogliamo per paura di doverci confrontare con quel qualcosa che potrebbe cambiare il corso del nostro “piano di vita”… continua a leggere su Pink Magazine Italia…

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Cosa succede quando oltrepassi un limite?

Il romanzo di Andrea Malabaila è una storia che parla soprattutto di scelte. Giulia Mastrantoni C’era una volta una sirena in una piscina. Non aveva una coda, ma un abito da sposa. Aveva deciso di liberarsene e di entrare nell’acqua insieme a Max, senza nessuna ragione in particolare. Si chiamava Ilaria. C’era una volta Leo, che non era né un tritone né un uomo. Era quell’entità indefinita che lavorava alla Chèvre Au Lait come copywriter, senza infama e senza gloria. Nell’ombra. C’era una volta un matrimonio, che in realtà non c’è mai stato. Ilaria sposò Leo, per poi liberarsi del suo abito bianco e buttarsi in piscina con Max, il fratello di Leo. È così che inizia una storia che racconta della solitudineche ci fa compagnia negli anni più complicati. Non è un sentimento negativo, o almeno non del tutto. Grazie a un matrimonio finito male (o mai iniziato), Leo inizia la sua vera vita: si licenzia, inizia a sfornare slogan vincenti e diventa un pubblicitario di tutto rispetto… continua a leggere su Oubliette Magazine…

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Dieci libri da leggere al mare.

“La vita sessuale delle sirene” sul quotidiano La Città.

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Un romanzo di rinascita al sapore di David Grossman.

Un romanzo di rinascita, disimpegnato e culminante in un finale a sorpresa. Giulia Mastrantoni/Oubliette Magazine Biagio vorrebbe scrivere un libro: ha iniziato alla grande, ma ora ha il famoso blocco dello scrittore. Non sa come risolverlo, allora decide di andare una settimana in Toscana. Parte la mattina presto e viaggia. Si ferma in un autogrill, beve un caffè e… vede lei. O meglio… lui. Una donna, di schiena, cinge in mano il romanzo di Grossman, “Che tu sia per me il coltello.” Continua a leggere su Oubliette Magazine…

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