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Recensioni&Interviste

“Tre libri sopra il cielo” recensisce “Diablo”

Paolo Capponi tesse una trama nerissima e sensuale, che va a scandagliare paure e desideri inconfessabili. […] La cover scelta inoltre è assolutamente perfetta, minimale ma molto d’effetto, che assume un significato dopo la lettura di questo libro che mi ha colpito e coinvolto. Consigliato. Continua a leggere su Tre libri sopra il cielo

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Federica Belleri recensisce “Il futuro degli altri”

Questo giallo, scritto da Paolo Brera, è ambientato a Milano. […] Il caso viaggia attraverso il mondo dell’immigrazione e le case di ringhiera, il giornalismo e la cassa integrazione, i divorzi difficili e le differenze di razza e cultura. Interessante il confronto fra realtà vera e realtà di finzione.Una lettura scorrevole e ironica, piacevole e ben strutturata la scrittura.Consigliato. Continua a leggere su Liberi di Scrivere

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‘Il futuro degli altri’, la recensione di Giulia Mastrantoni su Sugarpulp

Se le cose strane vi intrigano, allora è probabile che il romanzo di Paolo Brera, Il futuro degli altri, faccia per voi. Si tratta di una storia particolare, nella quale è lo scrittore stesso a fare da protagonista: infatti, il personaggio principale de Il futuro degli altri è uno scrittore che risponde al nome di Paolo Brera. Continua a leggere su Sugarpulp…

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Una storia tira l’altra

accomodatevi in poltrona, mettetevi ben comodi, prendete pure qualcosa da mangiare, se vi va. Tanto non mangerete niente, vi dimenticherete anche di bere, e di pensare e dimenticherete alfine anche di esserci. Il viaggio sarà breve, quasi un film messo a velocità doppia. Una storia, un’altra ancora, un’altra ancora in un corsa che diventa sempre meno elegante, sempre meno pensata, sempre meno controllata. Perché un racconto finisce ma voi avrete bisogno di altra adrenalina e altra ancora e altra ancora. (Continua a leggere cliccando sul nome dell’autrice). La Kate dei Libri

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Riccardo Gazziniga e i Clown Bianchi

Nel mio hard disk riposano oltre 70 racconti, cellule dormienti di narrativa in attesa di una chiamata che li attivi, ma potrebbe non arrivare mai. Per questo, quando Stefano Mazzesi e Vania Rivalta – che da un anno si sono lanciati nell’avventura editoriale delle Edizioni Clown Bianco – mi hanno proposto di partecipare a una raccolta di racconti brevi e neri, ho detto subito di sì. Del resto come rispondere no a due matti che non solo hanno deciso di scendere nella tremenda arena editoriale ora che tutti ne fuggono, ma per giunta provano a pubblicare racconti? Tanto più che la loro proposta invitante mi permetteva di essere in compagnia di altri 12 scrittori, fra cui colleghi illustri come Eraldo Baldini (Einaudi Stile Libero), Gianluca Morozzi (Guanda), Romano De Marco (Piemme), Giulia Lepore (E/O). (Continua a leggere cliccando sul nome dell’autore). Riccardo Gazzaniga

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La ferocia del moralista nel thriller di Casa

Bisogna essere moralisti per risultare feroci. Non c’è dubbio che il narratore che si nasconde dietro le pagine di Io non sono mai stato qui sia feroce al punto giusto da risultare un perfetto moralista. L’ultimo romanzo di Giuseppe Casa (uscito per i tipi di Clown Bianco) è una sorta di assegno in bianco in mano a un moralista. Un moralista, però, che ha letto Nietzsche e ha metabolizzato la lezione di George Bataille. E soprattutto un moralista che ha toccato con mano tutte le trappole e adulato tutte le chimere della nostra società liquida. (Per continuare a leggere clicca sul nome dell’autore). Pier Francesco Borgia|Il Giornale

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“Trama originale”

L’abilità dell’autore sta proprio nell’aver inserito elementi che vi faranno credere fino all’ultimo di aver individuato il colpevole, ma sul finire il messaggio appare chiaro: non tutto è come sembra, e dentro una persona che pensiamo di conoscere a fondo, se ne può nascondere un’altra molto più oscura… Italians Do It Better

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“L’acqua di Mazzesi parla agli adolescenti”

Al di là del mistero da svelare, il racconto parla molto di dolore, incomprensione, voglia d’affetto. E, com’è giusto che sia, anche di altri sentimenti per così dire primordiali, come la vendetta. E nelle pur poche pagine, Mazzesi “porta a spasso” il lettore fra le pieghe di una storia che aumenta il proprio tasso di drammaticità riga dopo riga. Con un retrogusto amaro molto forte; e una buona capacità di stupire. Nevio Galeati/GialloLuna NeroNotte

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“Un racconto sospeso tra la brutale realtà e l’onirica magia dell’acqua”

La narrazione fluida e addolorata di Mazzesi sembra essere quella di un cronista esausto e impotente. La narrazione di qualcuno che ha saputo e che deve riportare ma che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Manca il pathos di chi gode dell’intrigo, si sente sulla pelle la fatica di chi deve comunicare fatti troppo brutali accaduti a chi non dovrebbe mai essere messo in mezzo: i bambini. La Kate dei Libri

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