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Recensioni&Interviste

Beatrice Galluzzi recensisce “Luce”

Leggete questo libro per tornare al momento inafferrabile in cui avete scelto di diventare quello che siete, che è precisamente lo stesso in cui vi è sfuggito di mano anche il contegno approntato dai vostri genitori. E se fosse scegliendo la strada sbagliata che si arriva nel posto giusto? Continua a leggere su Donne Difettose

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Gabriele Ottaviani recensisce “Diablo”

Il romanzo di Capponi è una perla rara: intenso, avvolgente, intelligente, credibile, coinvolgente, potente, forte, vibrante, ben scritto, ben costruito, raffinato, caleidoscopico, organizzato con magistrale cura fin nel dettaglio, connotato con precisione, con un ritmo sopraffino e un finale perfetto e sorprendente. Ottimo. Continua a leggere su Convenzionali

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Feel the Book recensisce “Diablo”

Nessuno è ciò che sembra, nessuno è innocente: si può solo leggere, scoprendo con quanta maestria Paolo Capponi stia catturando ogni lettore e tessendo il suo arazzo. Continua a leggere su Feel the Book

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Un thriller che ci inchioda di fronte alla realtà

La Cagna è la storia di una guerra, dal ritmo serrato, dai toni pulp. Andrea è un’eroina moderna e intuitiva. Ma è pur sempre una donna, dalla sensibilità celata. Una femmina che vorrebbe amare e proteggere, senza riuscirci. La cagna è una lotta contro il tempo, maledetto e inesorabile. La cagna è un thriller che ci inchioda di fronte alla realtà, alla morte, all’odore del sangue… (clicca sul nome dell’autore per continuare a leggere) Federica Belleri|Liberi di Scrivere

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Fulvio Abbate: “Io non sono mai stato qui”, il romanzo di un autore straordinario

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Una prosa stilisticamente raffinata

I suoi clienti sono esseri immondi con la parvenza di normalità che indossano la maschera di tranquilli padri di famiglia, professionisti di successo, intraprendenti uomini d’affari, persone alle quali magari stringiamo la mano o che sono i nostri vicini di pianerottolo. Perversi “alieni” che non si fanno scrupoli ad acquistare la mercanzia che Roberto Braino offre loro pur di soddisfare le loro voglie che definire “malate” sarebbe un eufemismo. Una prosa stilisticamente raffinata, ma costellata di termini triviali ci accompagna per tutto il romanzo… (cliccare sul nome dell’autore per continuare la lettura). Aurelio Morandi|Contorni di Noir

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Una storia tira l’altra

accomodatevi in poltrona, mettetevi ben comodi, prendete pure qualcosa da mangiare, se vi va. Tanto non mangerete niente, vi dimenticherete anche di bere, e di pensare e dimenticherete alfine anche di esserci. Il viaggio sarà breve, quasi un film messo a velocità doppia. Una storia, un’altra ancora, un’altra ancora in un corsa che diventa sempre meno elegante, sempre meno pensata, sempre meno controllata. Perché un racconto finisce ma voi avrete bisogno di altra adrenalina e altra ancora e altra ancora. (Continua a leggere cliccando sul nome dell’autrice). La Kate dei Libri

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Riccardo Gazziniga e i Clown Bianchi

Nel mio hard disk riposano oltre 70 racconti, cellule dormienti di narrativa in attesa di una chiamata che li attivi, ma potrebbe non arrivare mai. Per questo, quando Stefano Mazzesi e Vania Rivalta – che da un anno si sono lanciati nell’avventura editoriale delle Edizioni Clown Bianco – mi hanno proposto di partecipare a una raccolta di racconti brevi e neri, ho detto subito di sì. Del resto come rispondere no a due matti che non solo hanno deciso di scendere nella tremenda arena editoriale ora che tutti ne fuggono, ma per giunta provano a pubblicare racconti? Tanto più che la loro proposta invitante mi permetteva di essere in compagnia di altri 12 scrittori, fra cui colleghi illustri come Eraldo Baldini (Einaudi Stile Libero), Gianluca Morozzi (Guanda), Romano De Marco (Piemme), Giulia Lepore (E/O). (Continua a leggere cliccando sul nome dell’autore). Riccardo Gazzaniga

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La ferocia del moralista nel thriller di Casa

Bisogna essere moralisti per risultare feroci. Non c’è dubbio che il narratore che si nasconde dietro le pagine di Io non sono mai stato qui sia feroce al punto giusto da risultare un perfetto moralista. L’ultimo romanzo di Giuseppe Casa (uscito per i tipi di Clown Bianco) è una sorta di assegno in bianco in mano a un moralista. Un moralista, però, che ha letto Nietzsche e ha metabolizzato la lezione di George Bataille. E soprattutto un moralista che ha toccato con mano tutte le trappole e adulato tutte le chimere della nostra società liquida. (Per continuare a leggere clicca sul nome dell’autore). Pier Francesco Borgia|Il Giornale

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“Trama originale”

L’abilità dell’autore sta proprio nell’aver inserito elementi che vi faranno credere fino all’ultimo di aver individuato il colpevole, ma sul finire il messaggio appare chiaro: non tutto è come sembra, e dentro una persona che pensiamo di conoscere a fondo, se ne può nascondere un’altra molto più oscura… Italians Do It Better

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“L’acqua di Mazzesi parla agli adolescenti”

Al di là del mistero da svelare, il racconto parla molto di dolore, incomprensione, voglia d’affetto. E, com’è giusto che sia, anche di altri sentimenti per così dire primordiali, come la vendetta. E nelle pur poche pagine, Mazzesi “porta a spasso” il lettore fra le pieghe di una storia che aumenta il proprio tasso di drammaticità riga dopo riga. Con un retrogusto amaro molto forte; e una buona capacità di stupire. Nevio Galeati/GialloLuna NeroNotte

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“Un racconto sospeso tra la brutale realtà e l’onirica magia dell’acqua”

La narrazione fluida e addolorata di Mazzesi sembra essere quella di un cronista esausto e impotente. La narrazione di qualcuno che ha saputo e che deve riportare ma che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Manca il pathos di chi gode dell’intrigo, si sente sulla pelle la fatica di chi deve comunicare fatti troppo brutali accaduti a chi non dovrebbe mai essere messo in mezzo: i bambini. La Kate dei Libri

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