fbpx
Annunci

Diablo

Titolo: Diablo
Collana:
Autore: Paolo Capponi
Anno di pubblicazione: 28 marzo 2019
Genere:
Pagine: 176
ISBN: 9788894909296
PAROLE CHIAVE

#thriller #thriller MM #LGBT #prostituzione #grindr #social network #massoneria #omosessualità

Che fine ha fatto Pietro? E chi è il misterioso Diablo?
Teo, universitario di 22 anni, è costretto a lasciare Roma e a tornare nel paesino d’origine, Monte San Fausto, sperduto tra le montagne dell’entroterra maceratese. Non avendo più amici, contatta il suo ex ragazzo, Ettore, un tipo molto silenzioso e oscuro, che subito gli parla del suo nuovo ragazzo, Pietro, con cui dice di aver ritrovato la felicità. Qualche giorno dopo, Teo riceve una telefonata da parte di Ettore: Pietro è scomparso. Teo lascia tutto e corre da lui. Arrivato a Villa Patrizi sul Monte Conero, Teo ascolta il lungo e straziante racconto che Ettore gli aveva celato: dopo aver perso tragicamente entrambi i genitori, era caduto nella depressione più nera, finché una sera, su Grindr, non aveva conosciuto un escort, tale P€T€R.  Teo, annoiato dalla vita di provincia e desideroso di riavvicinarsi a Ettore, decide di aiutarlo e scopre che Pietro faceva parte di una confraternita di stampo massonico. Inoltre, l’escort era tormentato da un certo Diablo, da cui aveva ricevuto esplicite minacce di morte. Dopo poco, Diablo comincia a scrivere messaggi minacciosi anche a Teo.

 
Paolo Capponi

Paolo Capponi

Autore

Paolo Capponi è un marchigiano trapiantato a Bologna, classe 1985. Dal 2011 pubblica racconti fantasy e sci-fi. Nel 2014 pubblica il racconto storico “La strada del re” nell’antologia Strade, edita da Fernandel. Sempre nello stesso anno si aggiudica il Premio Letterario Diverso sarò io? indetto da Uaar col racconto storico “Atto terzo”. Il 2016 segna il suo esordio come romanziere, con il thriller La quarta inquilina (Caracò editore) e l’erotico Quando Giulio tornò single (Triskell edizioni). Nel 2017 esce il thriller/horror Kurnugia (Tombolini).

Annunci
Incipit

Il ronzio di una mosca.
Teo schiude le palpebre pesantissime.
Mezza faccia è congelata, a contatto col pavimento di cemento.
Al ritmo del suo respiro, una sottile ragnatela nell’angolino di fronte ai suoi occhi tremola leggera come un velo di seta in balia del vento.
Un atroce formicolio gli attraversa le braccia tese all’indietro, mentre i palmi sono costretti a toccarsi in una contorta preghiera. Le spire della corda gli stritolano i polsi.
Spalanca gli occhi, il petto oppresso, e ruota a pancia in giù, contro le mattonelle: il contatto è freddo. Il respiro aumenta, impazzito. La bocca di Teo si apre, i denti digrignati. Un rantolo. Un sussulto. Un grido.

Dove sono?

I pensieri ricadono giù in pezzi disordinati. Finalmente il puzzle è completo, tenuto insieme dalla logica del terrore.
Di fronte ai suoi occhi, la mosca svolazza verso la ragnatela. Nessun sesto senso, nessun istinto la avverte che sta per immolarsi. Un battito di ciglia. La mosca s’imprigiona nella tela. Trema, le ali vibrano, incollate a quei filamenti bianchi, e prova a spingersi con le zampette, disperata.
Col cuore in gola, Teo sente dei passi alle sue spalle.
Qualcuno sta scendendo le scale.
In una frazione di secondo osserva rapidamente la stanza: un rettangolo grigio con mura e pavimento grezzi. Nessuna finestra. L’unica luce proviene dal neon pallido sopra la sua testa. Accatastati alle pareti, armadi, ceste, una bicicletta, qualche sedia sfondata.

E poi lo vede.
Il treppiedi metallico. Quello che i membri della setta usano per marchiare i loro schiavi.
Il suo stomaco si spalanca in una voragine.
I passi si avvicinano, rapidi e furiosi, poi una mano lo afferra per i capelli e Teo urla, decine di chiodi nella testa. Come un sacco viene trascinato in mezzo alla stanza e, quando le dita lasciano la presa, lui crolla con un mugolio.
Ora riesce a vederli in faccia, i suoi carcerieri, che lo guardano a braccia conserte. Sorridono tutt’e due, in un misto di crudeltà e divertimento.
È finita. Oddio, è finita. Sono legato, qui sotto, non posso fuggire! Non posso fuggire! Mi uccideranno! Oddio, mi uccideranno! Aiuto! Mamma, aiuto! Aiuto!

Recensioni

Paolo Capponi tesse una trama nerissima e sensuale, che va a scandagliare paure e desideri inconfessabili. [...] La cover scelta inoltre è assolutamente perfetta, minimale ma molto d’effetto, che assume un significato dopo la lettura di questo libro che mi ha colpito e coinvolto. Consigliato.
Nessuno è ciò che sembra, nessuno è innocente: si può solo leggere, scoprendo con quanta maestria Paolo Capponi stia catturando ogni lettore e tessendo il suo arazzo.
Splendido sin dalla copertina, opera di un raffinato artista della parola e dell’immagine come Stefano Bonazzi, il romanzo di Capponi è una perla rara: intenso, avvolgente, intelligente, credibile, coinvolgente, potente, forte, vibrante, ben scritto, ben costruito, raffinato, caleidoscopico, organizzato con magistrale cura fin nel dettaglio, connotato con precisione, con un ritmo sopraffino e un finale perfetto e sorprendente. Ottimo.
Annunci