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Auramara di Cristina Caloni è un romanzo noir che intreccia un brutale fatto di cronaca nera degli anni Ottanta con i "misteri d'Italia", legando l'omicidio di una giovane studentessa ai vertici del potere finanziario, politico e religioso.

Auramara

È una gelida sera invernale, alla fine degli anni Ottanta, quando Leila scompare. Era stata a far visita a un’amica ricoverata in ospedale e doveva fare ritorno a casa in tempo per la cena.
A ritrovarla, morta, sono gli amici di sempre che hanno passato al setaccio la zona.
Quando la trovano, Leila giace a terra, tra la neve e le sterpaglie del sottobosco. È stata uccisa.
Chi poteva volere la morte di una ragazza che tutti amavano, impegnata nel sociale e negli studi di giurisprudenza? La domanda è destinata a rimanere senza risposta per decenni, fino a quando l’attenzione della comunità non si concentrerà sul capro espiatorio perfetto. Un’ambiziosa giornalista si interesserà del caso, aprendo scenari inaspettati.

Una funambola sul filo, su sfondo rosso

Sembrava dovessero incendiare il mondo

Ambientata nella Ferrara del 2000, la storia segue Carlotta, una giovane donna cresciuta con la ferma convinzione che lo studio e l’impegno le avrebbero garantito un riscatto sociale, lontano dal destino di fatica della madre. Il suo piano “perfetto” si scontra però con una realtà che non accetta di essere dominata.

Una lunga serie di omicidi, in apparenza senza una logica, sconvolge la tranquillità di Ravenna, costringendo le forze dell'ordine a organizzare un pool di investigatori per mettere fine alla mattanza.

L’ultimo volo del passero

Se la piccola Matilde fosse annegata nelle acque del lago di Como, forse tutto questo non sarebbe successo. Invece, un destino benevolo volle che un uomo la salvasse all’ultimo istante e quel gesto innescò, circa un secolo fa, una serie di eventi che creò le basi per un rancore antico che ha attraversato il tempo e la pianura padana per fermarsi a Ravenna. Una lunga serie di omicidi sconvolge la tranquillità della città bizantina, costringendo le forze dell’ordine a organizzare un pool di investigatori per mettere fine alla mattanza. Il colpo di scena finale disegna un quadro del tutto inatteso, con un incalzare frenetico di eventi tra basiliche romane e caffè alla moda, tra il brulicare del centro storico e la quiete delle dighe foranee.

In una Roma cupa e sfumata, parzialmente reale e in gran parte reinventata, si intrecciano le vite di due uomini in fuga dal proprio passato. Nico Battaglia – ispettore di polizia in aspettativa retribuita e in regime di protezione dopo aver smantellato una potente cosca mafiosa – vive sotto la falsa identità di Innocenzo Guerra. Nico non accetta l’ozio forzato e inizia a indagare sulla sparizione e l'omicidio di alcune prostitute nigeriane. Affiancato dall'agente Martina Magnani e da Joseph, Nico scoperchia una rete di omertà e corruzione che coinvolge poliziotti come l’ispettore Fabrizi e magistrati compiacenti.

Di buio, d’oscurità e d’altri assassini

Fra le luci ora abbacinanti ora fioche di una Roma sfumata, corrotta, recondita e a tratti sognante, i personaggi scaturiti dalla penna di Landini si muovono ancora una volta sul ciglio ripido del pericolo. Buio, per chi già l’ha conosciuto nei precedenti romanzi, non ha sedato la propria sete di vendetta e si sposta come minaccia fluttuante per via laterali e angoli sinistri della capitale. Se nella notte più oscura s’annida il male di un vendicatore incappucciato, non manca chi perpetra le peggiori nefandezze ogni giorno alla luce del sole. Nico Battaglia si lancia in un’altra indagine al cardiopalma: quella che ruota attorno a un giro di prostituzione di donne africane, barbaramente uccise. Poco distante, fra le insospettabili mura di un convento, non mancano sussurri e sguardi obliqui mentre il mistero di un antico tesoro conservato in un nascondiglio segreto, torna a far parlare di sé.

Nel 1943, all’inizio dell’estate, Andrea Dalvina Zanardelli lascia il paese sulla riva occidentale del Garda dov’è nata e cresciuta per raggiungere Marina di Ravenna, sulla costa adriatica. Lì, per tre mesi, dovrà occuparsi del sanatorio gestito dalle suore devote a Santa Dalmazia.

La quarta estate

1943. Nel cuore di un’Italia ferita dalla guerra, la giovane dottoressa bresciana Andrea Dalvina Zanardelli viene inviata a Marina di Ravenna per dirigere un sanatorio di bambini orfani affetti da scrofola. Tra le corsie che odorano di disinfettante e le dune bagnate dal mare, Andrea si confronta con la sofferenza dei più piccoli e la dedizione instancabile delle suore dalmatine. In questa “quarta estate” di conflitto, segnata dalla caduta del regime e dall’incertezza dell’armistizio, la sua vita si intreccia indissolubilmente con quella del piccolo Giotto, un orfano che risveglierà in lei un potente e inatteso legame materno.

Quella contenuta in questo volumetto è la storia - in parte vera, in parte romanzata dalla fantasia dell'autore - di una donna che visse a Ravenna all'inizio del secolo scorso.

La Zopa Caratena

Quella contenuta in questo volumetto è la storia – in parte vera, in parte romanzata dalla fantasia dell’autore – di una donna che visse a Ravenna all’inizio del secolo scorso. Tutti la chiamavano Caratena dal nome del
tipo di pipa che aveva sempre con sé. Donna del popolo, dotata di un carattere indomito e di un grande cuore, Caratena è a capo di una cooperativa di straccioni che di giorno chiedono la carità e la sera tornano al capannone dove vivono per dividere tra loro il ricavato. Attraverso gli occhi di Caratena osserviamo la città cambiare fino all’avvento del fascismo.

"Verso il blu" raccoglie tredici storie, tutte diverse tra loro, che ci portano in un mondo che è allo stesso tempo concreto e fantastico, cinico e sognante, e, nonostante le brutture e le cattiverie, pieno di speranza.

Verso il blu

Un libro ricco di personaggi – uomini e donne, giovani e meno giovani – in cui tutti ci possiamo identificare e che ci portano in viaggio con loro.

Un bambino soffia sulle candeline di una torta di compleanno. La foto non è attuale, risale ai primi anni Ottanta. Dietro di lui si intravede la madre.

Come asfalto sui prati

Emozioni contrastanti si susseguono senza sosta, nel corso di una lunga estate che diventa rito di passaggio all’età adulta. Un romanzo di formazione che si intreccia con una robusta trama noir.

Copertina di Lamiere. Un'auto è ferma a lato di un'autostrada, di notte, durante una nevicata

Lamiere

Paolo Capponi ci racconta, con uno stile tagliente ed essenziale, una storia di violenza e fuga, la ricerca di una rinascita.

Foto notturna in cui si vede la ruota panoramica di Londra

Argento vivo

Nicola Arcangeli ha scritto un thriller dʼazione che si legge dʼun fiato, calato alla perfezione nel mondo contemporaneo.

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