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complotto

Auramara di Cristina Caloni è un romanzo noir che intreccia un brutale fatto di cronaca nera degli anni Ottanta con i "misteri d'Italia", legando l'omicidio di una giovane studentessa ai vertici del potere finanziario, politico e religioso.

Auramara

È una gelida sera invernale, alla fine degli anni Ottanta, quando Leila scompare. Era stata a far visita a un’amica ricoverata in ospedale e doveva fare ritorno a casa in tempo per la cena.
A ritrovarla, morta, sono gli amici di sempre che hanno passato al setaccio la zona.
Quando la trovano, Leila giace a terra, tra la neve e le sterpaglie del sottobosco. È stata uccisa.
Chi poteva volere la morte di una ragazza che tutti amavano, impegnata nel sociale e negli studi di giurisprudenza? La domanda è destinata a rimanere senza risposta per decenni, fino a quando l’attenzione della comunità non si concentrerà sul capro espiatorio perfetto. Un’ambiziosa giornalista si interesserà del caso, aprendo scenari inaspettati.

Quattro rose rosse su testa di capelli ricci

In morte di Anita Garibaldi

Giordano Venettacci è un giovane capitano della gendarmeria pontificia nella Roma del 1854. Le sue grandi doti deduttive attirano l’attenzione di un ecclesiastico di alto rango, che chiede a Venettacci di svolgere un’indagine particolare. Cinque anni prima, nella campagna, è stato rinvenuto un cadavere illustre, quello di Anita Ribeiro da Silva, moglie di Giuseppe Garibaldi. L’alto prelato rivela a Venettacci che nel corso dell’inchiesta ufficiale sono emerse alcune incongruenze che potrebbero far pensare che la morte di Anita, la notte del 4 agosto 1849, non sia stata naturale e gli chiede di condurre una seconda indagine sulla vicenda. Venettacci scopre ben presto che la morte di Anita Garibaldi non è nient’altro che un sottile velo dietro al quale si celano antichi segreti, intrighi e perfino delitti dimenticati.

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